Piccola guida di trieste

SergioMauri3 257 views 4 slides Feb 01, 2016
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About This Presentation

Breve, ma innovativa guida di Trieste in lingua italiana. Con informazioni su stili architettonici che individuano un target da turismo culturale.


Slide Content

[La città] Trieste è terra senza confini e fiera di esserlo. Gli oltre 500 anni di dominazione
asburgica, un impero pluri-nazionale, hanno lasciato un segno profondo nell’architettura,
nella cultura, nelle attitudini ed usi linguistici, nella gastronomia. E, indubbiamente, nel
carattere dei suoi abitanti. Un carattere a volte ruvido e distaccato, ma sempre immediato
e senza fronzoli. Nel contempo, un segno è stato lasciato anche nella filmografia: sotto
questo aspetto, Trieste è stata ed è una città importante. Non è difficile, infatti, dando uno
sguardo tra le vie, riconoscere scorci di films visti al cinema o alla televisione. Trieste fu
scelta per ambientarvi dei lungometraggi proprio perchè dotata di una luce particolare,
tersa, preferita dai registi allo stesso modo dei turisti di passaggio.
Perché questa piccola guida? Fate conto che questa non sia una guida, ma una sorta di
appuntamento con una città e la sua gente, la sua storia, i suoi personaggi. Nell’era della
flessibilità e della globalizzazione, la nostra epoca, l’avventura si è trasformata in qualcosa
di quotidiano. Nel 21° secolo viaggiare non è tanto scoprire luoghi e persone mai visti,
quanto guardarli da un’angolazione diversa, magari propria di chi vive in quei luoghi.
Come possiamo resistere alla massificazione, una modalità attraverso la quale si
manifesta la globalizzazione, che è una delle caratteristiche della nostra epoca? Possiamo
resistervi mantenendo un punto di vista proprio, un nostro angolo visuale, uno stile
personale, un giudizio proprio. Il nuovo viaggiatore si distingue dal modo di concepire la
vita e di guardare al viaggio, nella capacità di individuare tendenze, personaggi, gusti, stili,
mitologie, snobismi. Non è difficile capire, allora, che il viaggio può diventare il migliore
investimento per sé e per la propria famiglia, oltre ad essere una esperienza rilassante.
Con il filosofo Platone sosteniamo che ognuno di noi ha almeno due vite. La vita reale e
un’altra che appartiene ai nostri sogni, la vita che vorremmo vivere, forse la più autentica.
Questa è la differenza fra il turista e il viaggiatore.

[Come arrivare] In aereo, prenotando un volo dalla vostra città o dallo scalo ad essa più
vicino, per Ronchi dei Legionari, l’aeroporto regionale del Friuli-Venezia Giulia che dista
circa 40 chilometri dal centro di Trieste a cui è collegato con bus navetta di linea, nonché
da ferrovia. La ferrovia vi porta fino in centro città; le navette fermano ed hanno il
capolinea nel palazzo adiacente quello della Stazione Ferroviaria. Da qui potete muovervi
ed iniziare la vostra avventura.
In automobile; raggiungendo Trieste dalla vostra città, attraverso la rete autostradale
italiana. Vi ricordiamo che l’ultimo casello, dove pagare il pedaggio autostradale, è situato
all’altezza di Monfalcone a quasi 30 chilometri dalla città. Da lì potete seguire qualsiasi
indicazione che vi porti in città, ma se volete deliziarvi gli occhi e l’anima, allora seguite
l’indicazione che vi fa imboccare la Strada Costiera (direzione Trieste) e assisterete ad
uno splendido spettacolo della natura. Alla fine di quella strada vi troverete alla Stazione
Ferroviaria, quindi sarete nella giusta posizione per iniziare la vostra esplorazione
cittadina.
Il treno può essere un mezzo economico e sicuro, sebbene vi possa obbligare a delle
lunghe attese per prendere le giuste coincidenze nel caso voleste muovervi dalla città. Ma
se l’obiettivo vostro è Trieste, allora potete tranquillamente arrivarvi in treno. Dalla
Stazione Ferroviaria tutto il centro è facilmente raggiungibile a piedi, con i mezzi pubblici o
col famoso Tram di Opicina.

[Come muoversi] Trieste non è una metropoli, ma sfortunatamente è la terza città italiana
per concentrazione di popolazione urbana, con le comprensibili ripercussioni sull’utilizzo
del mezzo automobilistico. Mediamente, giorni festivi a parte, la città è piuttosto
congestionata dal traffico, ed è impresa assai snervante trovare un parcheggio, anche a

pagamento, per cui è consigliabile visitare il centro a piedi o con gli autobus. Trieste non è
adatta per essere scoperta in macchina.

[Crociera automobilistica] Nel caso arrivaste a Trieste in automobile è consigliabile
parcheggiarla al sicuro, ad esempio a fianco della Stazione Ferroviaria ovvero presso la
Stazione delle Autocorriere (Silos) dove c’è un vasto parcheggio multi-piano a pagamento
(16 € / 24 ore, al mese di ottobre 2015) e girare a piedi come precisato più sopra. Un
suggerimento: viaggiando in macchina potete fermarvi a visitare altri luoghi lungo il
percorso. Ad esempio Venezia. Ma in Friuli-Venezia Giulia ci sono diverse località
meritevoli della vostra attenzione. A cominciare da Pordenone, poi Maniago (sede di
famose coltellerie), San Vito al Tagliamento, Sacile (il giardino della Serenissima)
Spilimbergo (scuola di mosaico), Lignano Sabbiadoro, Aquileia, Grado, tanto per rimanere
sulla direttrice che vi porterà a Trieste.

[Percorso storico/sentimentale/architettonico] E’ possibile seguire un percorso che
non sia dettato solo da questioni di opportunità turistica, ma incline alle emozioni che vi si
possono provare? E’ possibile: dall’entrata del Porto Vecchio, così bene ritratta a suo
tempo dal pittore Cesare Dell’Acqua, al Viale Miramare che inizia a snodarsi subito a
fianco della Stazione guidandovi fino al Castello di Miramare lungo il quale potrete notare
palazzi neoclassici a fianco di edifici degli anni dell’impero fascista. E poi, dall’affresco nel
famoso atrio di Via Polonio, in centro, riproducente le gesta coloniali di un passato ormai
remoto. E dal Castello di San Giusto (tel. 040-309362) che ospita il Civico Museo a
Piazza dell’Unità d’Italia, il salotto di fronte al mare (si tratta della più grande piazza rivolta
al mare in Europa), da dove si può ammirare il Palazzo del Governo (Prefettura) con la
facciata rivestita di mosaici in vetri di Murano. E ancora, Canal Grande, antico porto di
Trieste, sito nel Borgo Teresiano, permette di ammirare ai lati – tra gli altri – importanti
palazzi settecenteschi, tra cui Palazzo Gopcevic e di ammirare la Chiesa cattolica di
Sant’Antonio, quella Serbo-Ortodossa di San Spiridione. Potremmo poi continuare lungo
questo “sentiero”, coinvolgendo, richiamando i ricordi di fasti passati e presenti,
mettendoci sulle tracce di letterati triestini (presenti e passati) come Carolus Cergoly,
Mauro Covacich, Claudio Magris (che con un pò di fortuna potete incontrare al Caffé San
Marco o per le vie della città), Umberto Saba del quale è ancora in attività la libreria
antiquaria. E poi Stelio Mattioni, Pino Roveredo, Scipio Slataper, Giani Stuparich. E ancora
Italo Svevo e Fulvio Tomizza, Giorgio Voghera, nonché Lino Carpinteri e Mariano
Faraguna, Virgilio Giotti, James Joyce, Vladimir Bartol, Boris Pahor, Alojz Rebula, Marko
Kravos, France Bevk, Veit Heinichen. Oppure fare un giro per i mercatini della città
vecchia, immersi in una ambientazione storica che ricorda la Trieste del passato, quella
della metà del ‘700 in poi che è divenuta LA TRIESTE che conosciamo oggi. Perché poi
non indulgere a qualche peccato di gola, facendo una capatina in qualche pasticceria
triestina (La Bomboniera o Pirona, ad esempio, la seconda frequentata da James Joyce) e
deliziarsi il palato con le particolarità dei nostri dolci e sorseggiare un caffé o un capo
(come viene chiamato qui il cappuccino). E assaporare le prelibatezze della cucina locale,
facendo una visita a “Pepi” o a “Marascutti” o alla “Voliga” per assaporare i piatti a base di
carne, tipici della tradizione triestina, e quelli di pesce così ricchi degli influssi dei popoli
che hanno nei secoli attraversato la città lasciando la propria impronta sui gusti dell’area.
Un visitatore di Trieste deve entrare in contatto con la città leggendone la stampa (“Il
Piccolo”) così da conoscere cosa succede e magari informarsi sulle attività culturali e di
spettacolo del giorno, di cui la città è piuttosto ricca. Un sistema, quello di leggere la
stampa locale, buono per individuare i tic dei triestini, le loro aspirazioni più profonde e i
segreti così spesso distanti dalla storia d'Italia.

Come dappertutto anche a Trieste, in linea con lo sviluppo sociale ed economico
mondiale, sono sorti anni fa dei centri commerciali. Ce ne sono tre: il Centro Commerciale
“Il Giulia”, le “Torri d’Europa” e “Montedoro Freetime”. Tutti e tre questi centri non sono nel
centro della città, ma in prossimità del centro e sono facilmente raggiungibili col bus o con
la macchina. Nessuno vieta, però, di farsi un giro nel Borgo Teresiano o in Cittàvecchia
alla ricerca di negozi, botteghe, rigattieri che propongono qualcosa di interessante. Per gli
appassionati di architettura, inoltre, il centro storico è interessante per lo stile Eclettico
imperante, ma anche per la presenza del Neoclassico e per qualche inserto notevole di
Liberty (Al prossimo capovero, una lista di palazzi Liberty della città). Inoltre, sono presenti
in città alcuni esempi di architettura “sperimentale” degli anni ’50. Visitando queste perle
architettoniche ci si può fermare a bere qualcosa nei famosi Caffé di Trieste: Il Caffè degli
Specchi, Il Caffè Tommaseo e Il Caffè San Marco. Sono da presenziare anche i Festival
cinematografici di Trieste: il Trieste Film Festival, il Latinoamericano, il Festival
Cinematografico della Fantascienza.
Qui di seguito ecco una mappa aggiornata dei palazzi in stile Liberty della città, con
indirizzi degli stessi, foto (dove possibile) e nomi degli architetti che li hanno costruiti:
Ecco una mappa aggiornata, ma ancora aggiornabile, ad uso turistico sul Liberty (ovvero
sullo sviluppo di quello stile architettonico chiamato eclettismo) a Trieste.
Casa Bussi, 1904, Piazza Cornelia Romana 1, Via dei Crociferi 5. Arch. Michele Bussi.
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Casa Polacco, 1908, Corso Italia 22, Via Imbriani 1. Arch. Romeo Depaoli. Foto—>
Casa d’abitazione, 1903, Via Colonna 2. Arch. Michele Bussi.
Casa Fonda, 1912, Via Navali 8, Via Segantini 2. Arch. Umberto Fonda. Foto—>
Casa Terni-Smolars, 1906, Via Dante Alighieri 6, Via San Nicolo 36.Arch. Romeo Depaoli.
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Casa Basevi, 1902, Via San Giorgio 5, Via Armando Diaz 22. Arch. Eugenio Geiringer.
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Casa Righetti, 1903, Via Galileo Galilei 24, Via Galvani 4. Arch. Giusto Righetti e Giovanni
Maria Mosco. Foto—>
Casa Bartoli, 1905, Piazza della Borsa 7. Arch. Max Fabiani. Foto—>
Casa Zaninovich, 1906, Via Commerciale 23. Arch. Giorgio Zaninovich. Foto—>
Casa Valdoni, 1907, Via Commerciale 25. Arch. Giorgio Zaninovich. Foto—>
Casa Cuzzi-Leocovich-Fonda, 1910, Via Commerciale 21, Salita Trenovia 2. Arch.
Umberto Fonda. Foto—>
Case Mosco, 1906, Via della Cereria 12-14, Via Tigor 12-14, Via San Vito 4. Arch.
Giovanni Maria Mosco. Foto—>
Casa Hoffmann, 1909, Via Volta 12. Arch. Arturo Ziffer.
Casa d’abitazione, 1909, Via Tigor 11. Arch. Nicolò Drioli.

Casa Berlam, 1904, Via dei Piccardi 36. Arch. Ruggero Berlam.
Palazzo Dettelbach, 1911, Corso Italia 18, Via Santa Caterina 1, Via San Lazzaro 2. Arch.
Giacomo Zammattio.
Stazione della Transalpina, 1906, Via Giulio Cesare 1. Arch. Roberto Seelig. Foto—>
Casa d’abitazione, 1903, Viale XX Settembre 85. Arch. Giovanni Maria Mosco.
Casa d’abitazione, 1903, Viale XX Settembre 87. Arch. Romeo Depaoli.
Casa d’abitazione, 1909-1912, Via Cristoforo Colombo 1, Via San Marco 13 e 15. Arch.
Umberto Fonda.
Casa Fonda, 1911, Via San Francesco 52, Via Carpison 7. Arch. Umberto Fonda. Foto—>