La fine dell' Impero Romano d'Occidente.pptx
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About This Presentation
Ancient History, Rome
Size: 9.37 MB
Language: it
Added: Sep 22, 2025
Slides: 30 pages
Slide Content
Gli ultimi anni dell’Impero Romano
Problemi ereditati dai predecessori Persiani che premono sul fronte orientale e i barbari in quello danubiano; Rapporti dell’imperatore con la religione cristiana e le varie eresie circolanti; Situazione economica e sociale debole nonostante i provvedimenti presi; Progressivo distacco tra parte Occidentale e Orientale dell’impero; Problemi di successione mai risolto e causa di infinite guerre .
Alla morte di Costantino 335 d.C.
Il 4 Febbraio del 362 d. C. fu proclamata la LIBERTÀ di RELIGIONE.
IV secolo d. C. Dinastia dei Valentiniani Valentiniano I, ufficiale cristiano, colto ed energico, imperatore dell’Occidente e suo fratello Valente, ariano e rozzo, imperatore d’Oriente (364-378 d. C.). G uerre contro i germani, alamanni, franchi e goti (che si combatterono dal 364 al 369) e che valsero contemporaneamente ad entrambi i titoli di Germanicus, Alamannicus, Francicus e Gothicus Maximus come era prassi, anche se il grosso dello sforzo fu magari compiuto da uno solo dei due in base alle rispettive sfere di influenza.
Adrianopoli 378 d. C. http://storieromane.altervista.org/la-tragica-fine-di-valente-ad-adrianopoli/ Alla morte di Valente viene nominato successore il nipote Graziano (383 d.C.) Valente accorda il permesso ai Visigoti di entrare nei confini dell’Impero per difenderlo, ma, a differenza di quanto promesso, i barbari attaccano le popolazioni locali e si Rifiutano di obbedire ai funzionari dell’Imperatore.
Vandali: insieme di popoli germanici orientali compresi i Goti, poi si restringe ad una piccola tribù. Una prima ondata parte dalla costa del Baltico e sulla Vistola verso Europa centrale. A causa dell’arrivo degli Unni, si spostano verso Norico e la Renaria
Focus sui Goti I Goti sono di origine scandinava e commerciavano ambra con i Romani già dal I sec. D. C. Invadono la Polonia e si spostano sul Mar Nero dove si mescolano a genti sarmate, slave e siriane.
Teodosio II Nel 378 Graziano lo richiamò per respingere nuovamente i Sarmati, creandolo poi augusto nel 379, dopo la morte dell'imperatore Valente nella disastrosa Battaglia di Adrianopoli ad opera dei Goti, affidandogli l'Oriente con la Mesia e la Dacia. TEODOSIO E I GOTI Teodosio pose il suo quartier generale a Tessalonica ed arruolò al servizio militare molti Goti. Nel 380 però I Goti, insediati nei Balcani, cominciarono scorrerie e razzie, tanto che Graziano rinunciò a mantenere il controllo delle province illiriche e si ritirò a Treviri, per consentire a Teodosio di condurre a suo modo le operazioni militari. Non potendo far combattere i Goti contro i Goti, Teodosio inviò le sue nuove reclute in Egitto, rimpiazzandoli con soldati romani, più esperti e più affidabili. Ma ci volle comunque l'aiuto di Graziano che spedì alcuni generali per liberare l'Illiria dai Goti, consentendo a Teodosio di entrare finalmente a Costantinopoli nel 380, dopo una campagna di ben due anni. Nel 382 fu stipulato con i Goti un trattato che li autorizzava a stanziarsi lungo il corso del Danubio, nella diocesi di Tracia, godendo ampia autonomia. Teodosio non aveva brillato come generale ma la pace coi Goti era fatta.
Editto di Tessalonica
Esercito nel Tardo Impero
Stilicone: il vandalo che salvò Roma INVASIONE DEI GOTI E VISIGOTI (402-405 d.C) Battaglia di Pallenzo Battaglia di Fiesole Disfatta in Britannia e Gallia Matrimonio tra Onorio e sua figlia Maria Matrimonio tra suo figlio Euclerio e la sorella di Onorio, Galla Placidia Alla morte di Arcadio (408 d. C.) si reca a Costantinopoli per regolare la successione dell’impero di Oriente, ma fu accusato di volersi sostituire alla dinastia di Teodosio.
Nel 404 d. C. la corte Imperiale si era trasferita a Ravenna per ragioni di sicurezza contro il pericolo delle invasioni.
Timeline
Alarico I invase i Balcani nel 395, allorquando divenne per l’appunto re dei Visigoti, e l’Italia nel 401, ma fu sconfitto a Pollenzo ( Pollentia, città romana, oggi è una frazione di Bra in provincia di Cuneo in Piemonte ) da Stilicone ( generale romano che costrinse i Visigoti a riparare nell’Illiria ) nel 402. Dopo sei anni, per l’esattezza nel 408, percorse di nuovo la penisola è assediò Roma sia nel 408 che nel 409. Al terzo tentativo, il 24 agosto 410 riuscì a saccheggiare Roma. L’evento fu epocale. La tragedia in sé andò ben oltre la semplice razzia di preziosi. San Girolamo espresse al riguardo un pensiero molto preciso: “ Ci arriva dall’Occidente una notizia orribile. Roma è invasa. È stata conquistata tutta questa città che ha conquistato l’Universo . ” Il sacco di Roma e Alarico 410 d. C.
Le frasi famose: Alarico e il senatore Basilio -Basilio: “I Romani voglio condizione onorevoli o daranno battaglia in un’unica grande massa” -Alarico: “Quanto più il fieno è fitto, tanto meglio si taglia! ” Alarico chiede 5.000 libbre d’oro, 3.000 d’argento, 3.000 di pepe, 3.000 pezze di porpora, 4.000 di seta. - Basilio: “Ma a noi cosa resterà?” -Alarico: “La vita!”
Il sacco di Roma e Alarico I Visigoti entrano a Roma e la saccheggiano per tre giorni asportando ogni cosa possibile come riserve di frumento, oro, argento, vasellame prezioso, tessuti, armi statue equestri. Viene persino rapita la bellissima Galla Placidia, sorella dell’imperatore Onorio. Solo i luoghi di culto vengono risparmiati. Successivamente essi devastano la Campania, la Puglia e la Calabria. Nel 410 d.C., mentre si preparano a invadere le coste africane, il loro amatissimo re Alarico si ammala improvvisamente, forse di malaria, e muore. I Visigoti non vogliono lasciare agli italiani di Calabria i tesori da loro conquistati e nemmeno intendono sotterrare Alarico in monumento facilmente devastabile. Scelgono, pertanto, il punto di confluenza del Busento con il Crati per scavare sul letto del fiume una tomba in cui seppellire il re, il suo cavallo, e i suoi tesori. Viene temporaneamente deviata l’acqua in un altro alveo per procedere con gli scavi. Completata l’opera, riconducono l’acqua nel suo precedente “letto” ed uccidono tutti coloro che hanno partecipato alla temporanea deviazione del corso del fiume perché sia mantenuto il segreto sul luogo della sepoltura.
L'impero di Valentiniano III inizia nel 425 dopo la morte dell'imperatore d’O ccidente Onorio e un breve periodo di usurpazione. Valentiniano è il figlio di Galla Placidia, sorella di Onorio, e del generale romano Costanzo III. Grazie all'intervento dell'imperatore d ’O riente Teodosio II contro l'usurpatore Giovanni, Flavio Placido, Valentiniano ascende giovanissimo al trono d ’O ccidente. La gestione dell'impero di O ccidente viene, di fatto, esercitata dalla madre Galla Placidia e dal generale romano Flavio Ezio. Per consolidare la vicinanza politica tra O riente e O ccidente, nel 437 l'imperatore Valentiniano III prende in sposa Licinia Eudossia, figlia dell'imperatore d ’O riente Teodosio II. Durante l’impero di Valentiniano III l’impero romano d ’O ccidente conosce una rapida fase di declino e decadenza in cui dilagano le invasioni barbariche.
Attila e gli Unni Capo militare di un gruppo nomade dell’Asia centrale, gli Unni , Attila è stato in grado di riunire più tribù di guerrieri creando così vasti eserciti. In soli dieci anni, Attila passò dal guidare un ristrett o gruppo di tribù nomadi a guidare quello che fu definito Impero Unnita . Al momento della sua morte nel 453 d.C., il suo impero si estendeva dall’Asia centrale fino all’attuale Francia e alla valle del Danubio. Sebbene i risultati conseguiti da Attila fossero enormi, i suoi figli non furono in grado di continuare le sue gesta. Dopo la battaglia t ornò indietro, attraversò le alpi Giulie e l’8 giugno 452 Attila penetrò in Italia. Devastò Aquileia e giunse fino alla Pianura Padana, dove si attestò presso Mantova. Qui venne raggiunto, anziché dall’esercito romano, da una missione diplomatica inviata dal senato romano e capeggiata da papa Leone I. Dopo l’incontro con il pontefice, Attila, il “flagello di Dio” (così definito dalla tradizione occidentale) si ritirò con il suo esercito, rinunciando di fatto a conquistare Roma.
La storia di Ezio è lunga e avventurosa, e inizia in Bulgaria, dove nasce dal matrimonio del padre, generale dell'Impero di origini Gote (per qualcuno scite) e da una nobildonna romana. Da adolescente era stato prima ostaggio dei Visigoti di Alarico e poi, appena maggiorenne, aveva vissuto la stessa esperienza con gli Unni. Poco più piccolo di Valentiniano e poco più grande di Attila , Ezio era un uomo dell'impero ma con una profonda formazione militare acquisita tra i barbari con cui strinse intensi legami d'amicizia. Le truppe che gli permisero di essere considerato intoccabile erano unne, e lui utilizzò tutte le sue doti diplomatiche per far assegnare agli Unni parte della Pannonia. Quando Galla Placidia morì e Valentiniano dovette scegliere tra accettare il matrimonio tra Onoria e Attila, e concedere metà dell’Impero quale dote, o la guerra… scelse la guerra perché aveva Ezio al suo fianco e si sentiva militarmente in grado di annientarlo. Valentiniano probabilmente non sapeva quanto sarebbe stato grande l’esercito messo insieme da Attila, mancavano le truppe Unne, stanziate in Armenia per contrastare i Persiani, ma le truppe alleate, soprattutto germaniche, erano numerose e agguerrite: Gepidi, Ostrogoti, Sciri, Svevi e Allemanni erano al fianco di Attila.
https://m.facebook.com/italiastoria/photos/la-battaglia-dei-campi-catalaunici-ricostruita-dagli-storici-in-base-ai-resocont/548758625952433/ 20 GIUGNO 451
Genserico è un personaggio certamente importante nelle vicende storiche del V secolo, soprattutto in relazione alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, cui diede un contributo tutt’altro che trascurabile. Tra le altre cose, è la figura politicamente più longeva del secolo, il che gli permise di assistere a tutta la crisi dell’Impero, dal momento iniziale alla sua conclusione: diventa re dei Vandali nel 428 e muore nel 477, quindi nell’anno successivo alla data tradizionale con cui si indica la fine dell’Impero. In quel mezzo secolo trasforma i Vandali, che erano una popolazione che potremmo definire di secondo piano nel panorama dei popoli barbarici, in una delle maggiori potenze del tempo, trasformandoli da nomadi in stanziali e dotandoli di uno Stato. Lo Stato vandalo ha origine nel 435. I Vandali erano sbarcati in Africa nel 429, poi avanzano indisturbati verso le zone più fiorenti del territorio. Tra il 430 e il 435 i Romani si decidono a reagire militarmente, con scarsi risultati. Nel 435 viene stipulato un trattato che consente ai Vandali di stabilirsi in una zona situata tra la moderna Tunisia e la Libia orientale. Questo stanziamento è l’origine dello Stato vandalo. Pochi anni dopo, Genserico coglie un momento di debolezza dell’Impero Romano e si impadronisce di Cartagine, che diventa la capitale del suo regno. Generico e i Vandali
Il secondo sacco di Roma Il sacco di Roma del 455 è una conseguenza degli intrighi che affliggono la corte imperiale romana e culminano nell’uccisione di Valentiniano III. Il nuovo Imperatore, Petronio Massimo, compie l’errore di far sposare il proprio figlio con la figlia del defunto Valentiniano: è un errore, perché la ragazza, di nome Eudocia, era stata promessa come moglie al figlio di Genserico. Qui va notato che, per tutta la vita, Genserico ha desiderato imparentarsi con la famiglia imperiale romana. Probabilmente nutriva ammirazione per i Romani e non pensava affatto di provocare la caduta del loro Impero: si accontentava di ridimensionarlo e sperava che potesse convivere con lo Stato dei Vandali. L’errore di Petronio Massimo provoca l’intervento dei Vandali in Italia e il saccheggio di Roma, giustificati dal fatto che Genserico voleva impedire che Eudocia sposasse il figlio dell’Imperatore. Il saccheggio viene compiuto per dare una prova di forza e dimostrare la potenza dei Vandali. Genserico, comunque, non nomina un nuovo Imperatore, non si intromette nella politica romana. Rapisce però Eudocia e la fa sposare con il figlio. 455 d. C.
L' Impero romano d'Occidente non regnava più neanche nominalmente su alcune delle antiche province imperiali: la Britannia era stata abbandonata, l' Africa era stata conquistata dai Vandali , la Hispania dai Visigoti Fine dell’impero d’Occidente